27 Gennaio .... giornata della memoria
siamo abituati da anni a commemorare le barbarie subite dal popolo ebreo proprio in questo giorno ..... magari per il resto dell'anno ce ne dimentichiamo .... come del resto dimentichiamo facilmente tutto ciò che è storia e che dovrebbe invece far parte del nostro bagaglio culturale .....
ogni anno il 27 di gennaio, ma anche qualche giorno prima o qualche giorno dopo dipende dal "copia incolla" dei naviganti in rete, vediamo le foto dei campi di sterminio, di corpi scheletrici ammassati e pronti ad essere bruciati, di sevizie, di torture, di tutto e di più .... condanniamo e onoriamo.
ma come spesso capita, non avendo più memoria del passato, ci troviamo ad incolpare di tutto ciò solo il popolo tedesco, dimenticando che noi Italiani eravamo loro alleati nonchè complici in tali sevizie e barbarie, tendiamo ad elevarci a popolo giusto e saggio e dimentichiamo di non esserlo stato affatto!
proprio a fronte di questo vorrei ricordare che anche la nostra Asolo, ridente cittadina sui colli veneti, patria di artisti di ogni luogo, è stata sede di un atto di profonda ingiustizia nei confronti del popolo ebreo ...... ma non solo nell'occasione che vado a ricordare, purtroppo ce ne sono altre .... ma oggi ci dedichiamo a quello che è stato il:
CAMPO DI INTERNAMENTO PER EBREI DI ASOLO
In un primo momento l'internamento nei comuni era previsto, per quanto riguarda gli «ebrei stranieri», solo per le donne. Questa forma più blanda di isolamento forzato era vista come una soluzione transitoria, cui ricorrere fino a quando nei campi non vi fosse stato posto sufficiente per famiglie e donne sole (…) 279. Il 15 maggio 1940 un telegramma del Ministero dell'interno invitava i prefetti di venticinque province dell'Italia centro-settentrionale a inviare entro cinque giorni un elenco di posti adatti all'internamento, indicandone la capienza. Gli elenchi dovevano essere concordati con le autorità militari, per evitare che le località prescelte si trovassero all'interno delle zone di sicurezza militare280. (…) Quando le donne e i bambini partivano per l'internamento, l'autorità di polizia del luogo di residenza consegnava loro il «foglio di via obbligatorio», con il quale dovevano presentarsi entro una data prestabilita alla questura della provincia decisa dal Ministero dell'interno, che li destinava a un comune (…)Di solito le donne con i loro bambini raggiungevano in treno il capoluogo della provincia, e da lì venivano portate in treno, con la corriera o con un tassi collettivo al luogo di destinazione definitivo. Dopo che ebbero inizio i trasferimenti dalla Slovenia e dalla Dalmazia, si preferì a volte radunare gruppi anche piuttosto numerosi, che venivano fatti viaggiare sotto scorta, in vagoni speciali, mentre l'ultimo tratto, veniva spesso percorso a bordo di camion. (….) Nella prima fase dell'internamento, fino all'agosto 1941, non pare fosse difficile reperire alloggi, ma in seguito la situazione andò sempre peggiorando, malgrado l'internamento venisse esteso anche alle province dell'Italia settentrionale. (…) Il secondo e più importante motivo della drammatica scarsità di abitazioni disponibili era lo sfollamento nelle campagne di gran parte degli abitanti delle città bombardate, o perché le loro abitazioni erano andate distrutte o per proteggerli dai futuri bombardamenti. Le prefetture tempestarono di lettere e telegrammi il Ministero dell'interno perché evitasse di inviare altri internati, appellandosi ogni volta alla mancanza di alloggi causata dallo sfollamento. Vennero anche requisite residenze e alloggi estivi di vario tipo, con grande disappunto deiproprietari293. Da tutti i resoconti di cui disponiamo, sia quelli degli internati che quelli dei prefetti o degli ispettori generali, si ricava l'impressione che anche nell’«internamento libero» gli alloggi fossero quasi sempre poveri o squallidi, quando non addirittura invivibili. Pur costretti a rinunciare alle più modeste comodità quotidiane, molti internati dovettero adattarvisi per oltre tre anni.
in molti comuni Trevigiani sono stati internati degli ebrei, ad Asolo ne furono internati 82 ....... ma non c'è storia, non se ne parla, nessuno sa.
dove erano alloggiati? .... esisteva un campo vero e proprio? (visto che in altri documenti si parla di fuga di 38 ebrei dal campo) ... e se esisteva dove era ubicato?
e la popolazione come reagiva? .......
non c'è nulla! ..... per quanto si cerchi non si trova più nulla
sarebbe bello che invece chi ha documenti relativi a questo periodo, magari negli archivi comunali qualcosa si è salvato, li portasse alla luce, e per amor di logica si raccontasse esattamente cosa è successo
io nel mio piccolo sono riuscita solo a trovare l'elenco dei prigionieri ....... e cosi non avendo altro materiale per raccontare questo scorcio di storia Asolana ...... mi permetto di copiarlo qui sotto ......
perchè se giorno della memoria deve essere ..... che giorno della memoria sia
Ebrei stranieri internati in Italia durante il periodo bellico
Ultima località: Asolo (82 nominativi)
basta cliccare QUI

Sono dell'idea che i bambini delle elementari e medie debbano visitare con le proprie scuole i terribili luoghi della memoria almeno una volta nella propria vita per non dimenticare....
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