giovedì 8 marzo 2012

Essere Donna


"Essere donna è così affascinante. E' un'avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non annoia mai."
Oriana Fallaci

.........arrivò la Prima Guerra Mondiale, che bloccò ogni desiderio di manifestazione. Almeno fino a quando in Russia, l’8 marzo 1917, le donne, stanche della guerra, guidarono una manifestazione che non venne bloccata dai cosacchi e che portò alla fine al crollo dello zarismo. Proprio per questo motivo, il 14 giugno 1921 la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste tenutasi a Mosca decise di fissare l’8 marzo come ‘Giornata internazionale dell’operaia’.

Ma andiamo a dare un’occhiata alla Festa della Donna in Italia. Avremo anche il merito di aver introdotto come simbolo la mimosa, ma è anche vero che siamo arrivati un po’ tardino a festeggiarla: la Giornata internazionale della donna fu tenuta per la prima volta solamente nel 1922, per iniziativa del Partito comunista d’Italia, che volle però celebrarla il 12 marzo, in quanto si trattava della prima domenica successiva all’ormai prestabilito 8 marzo .....

e la storia continua .......................

1 commento:

  1. Tante sono le battaglie vinte per rendere migliore la vita delle donne nella società, ma molto resta ancora da fare. Prendiamo ad esempio quella vergognosa normativa che obbliga le donne a firmare le famigerate dimissioni in bianco. Un fenomeno che, secondo i dati ufficiali, vede aumentare negli ultimi anni il numero di donne che si sono trovate in questa situazione. La pratica è di far firmare a una donna in fase di assunzione una lettera di dimissioni senza data, che verrà poi apposta quando, e se la lavoratrice vorrà avere un figlio. E' una degenerazione del mercato del lavoro cui il governo Prodi aveva posto rimedio con la legge 188 del 17 ottobre 2007. Condannava l'abuso di potere non solo nei confronti delle donne ma anche dei giovani lavoratori. In base a questa legge , si disponeva che le dimissioni dovessero essere dichiarate solo su appositi moduli del ministero datati e numerati progressivamente, in modo che risultasse impossibile licenziarsi oggi con una lettera firmata molto prima. A cancellare questa tutela, evidentemente ritenuta eccessiva, ci ha pensato il governo Berlusconi - Bossi. Ci auguriamo che nella riforma del lavoro, il ministro Fornero elimini questa schifosa legge così il prossimo 8 Marzo avremo un motivo in più per festeggiare.

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